Parco del Ticino - Certosa di Pavia - Marmary | Itinerari in moto | Foto gallery

ARABA FENICE
MARMARY
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Parco del Ticino - Certosa di Pavia per un totale di 190 km.

Per uscire dal letargo invernale come primo itinerario del 2006 abbiamo scelto di visitare: il Ponte in chiatte sul Ticino (PV) in località Boscaccio e la Certosa di Pavia.
Nel tracciare il percorso optiamo per costeggiare il più possibile il parco del Ticino così facendo scopriamo località fatte di poche case e dalle stradine quasi deserte. Per rifocillarci ci siamo fermati in una trattoria da PASQUALE prima del Ponte in chiatte sul Ticino. Sul tragitto abbiamo incontrato i seguenti paesi: Treviglio, Cassano d'Adda, Rivolta d'Adda, Spino d'Adda, Zelo Buon Persico, Bornasco, Pavia, Zerbolò, Boscaccio (ponte sulle chiatte), Bereguardo, Certosa di Pavia, Bornasco, Melegnano, Trucazzano, Rivolta d'Adda, Cassano d'Adda, Treviglio ed infine arrivo a Verdello.

Osservazioni:
Un' itinerario che va vissuto con tranquillità guardando, nel limite della sicurezza stradale, ciò che ci circonda, noi abbiamo avuto la fortuna di vedere: aironi, germani reali, svasso maggiore e tanti altri uccelli che fanno parte del Parco, un discorso a parte per la visita alla Certosa di Pavia, mettete in programma almeno un paio d'ore per riuscire a cogliere una minima parte della bellezza che trasmette il Monumento e se avete la fortuna che abbiamo avuto noi di avere la guida dei frati del convento riuscirete a capire quanto sia inestimabile e unica la Certosa di Pavia.
Le strade percorse sono, in generale, in buono stato, in alcuni tratti sono strette, vedi lungo il parco del Ticino.

Curiosità:
Certosa di Pavia:
L'ingresso o vestibolo d'accesso.
Immersa in una spettacolare decorazione ornamentale delle volte, a metà del vestibolo troviamo una porta in marmo riccamente scolpita, con le medaglie di Filippo Maria Visconti e di Gian Galeazzo Visconti. Ai fianchi di questa, sono effigiati i santi Sebastiano e Cristoforo attribuiti a Bernardino Luini.
Il Palazzo Ducale.
Entrando, ci troviamo di fronte un grande cortile lungo 110 metri e largo 46. Sulla destra, un vasto edificio denominato Palazzo Du- cale costruito nel 1625 da Frate Maria Richino, architetto del Palazzo di Brera e del cortile dell'Ospedale Maggiore di Milano, per ospitare i visitatori illustri. Tra i primi vi troviamo la Regina An-
na sposa di Re Filippo V, quindi Tommaso di Savoia e poi ancora Re Filippo V coi grandi di Spagna. L'interno è di Giovanni Maria della Rovere detto il Fiammenghino.
La Facciata.
Questa maestosa facciata, non ancora terminata, è di stile bra- mantesco; il progetto iniziale del Guiniforte Solari era tuttavia mol- to meno grandioso e complesso. Essa segna un'epoca importan- tissima nella storia dell'arte, un punto di partenza per una nuova architettura, destinata ad innovare il sistema archiacuto introdot- to dagli ingegneri tedeschi del Barbarossa, per averne "un' altra nuova e più buona". La Certosa divenne perciò il centro di questa scuola innovatrice.
Particolari della facciata.
Alla base troviamo 60 medaglioni rappresentanti teste d'Imperatori e di Re, stemmi e medaglie antiche, opera di Giovanni Antonio Amadeo e dei suoi compagni Benedetto da Porlezza, Giovan Battista da Sesto, Stefano da Sesto e Antonio romano, i quali entro il 1498 realizzarono le sculture fino al primo cornicione " fa-
cendo historie con figure". Il lavoro fu poi ripreso dal Briosco e dal De Ganti, su disegni del Dolcebuono e di Ambrogio da Fossano detto " il Bergognone ", sotto la direzione dello scultore Cristoforo Mantegazza.
I finestroni.
Il lavoro più sorprendente di tutta la facciata consiste nei quattro finestroni, le cui arcate sono bipartite da colonne che sembrano candelabri. Le finestre finte corrispondono alle Cappelle e quelle vere alle Navate. Furono eseguite dopo il 1501 dal Briosco, dal Pioltello e dai Della Porta, sotto la direzione dell'Amadeo.
Facciata: secondo ordine.
Fu realizzato dall'Amadeo e dal Mantegazza con i loro allievi tra il 1490 e il 1499, con le sculture che narrano " il ciclo dell' umana salvazione" dal peccato originale alla morte di Cristo, alternandovi i bassorilievi dei profeti, da sinistra: Salomone, Davide, Isaia, Geremia, Elia e Zaccaria, a destra gli Apostoli.
La facciata sopra il portale.
Fu eseguita dopo la battaglia di Pavia del 1525 da Cristoforo Lombardo e dai suoi allievi, Angelo Marini e Antonio Della Porta detto il Tamagnino, che realizzarono le statue di San Brunone e Galeazzo Visconti, degli Arcangeli Michele e Raffaele con Tobia e dei quattro evangelisti.
La facciata: fianchi e pinnacoli.
Guardando la facciata si intravedono i fianchi, dove predomina la terracotta, simile alla struttura interna ed opera di Guiniforte Solari. I pinnacoli sui contrafforti minori sono invece opera di Galeazzo Alessi (1560) e pongono fine ai lavori della facciata che rimase pertanto tronca secondo una linea orizzontale.

Il portale d'ingresso.
Il disegno del portale è da attribuire all'Amadeo e al Dolcebuono, venne realizzato da Benedetto Briosco tra il 1501 e il 1507. L'intradosso o imbotte è decorato con bassorilievi: sulla destra con la storia di S.Ambrogio, S.Siro, la Vergine, la posa della prima pietra e Papa Alessandro III, mentre sulla sinistra abbiamo la traslazione delle ceneri di Gian Galeazzo e la consacrazione della Certosa che avvenne nel 1497, un secolo dopo la posa della prima pietra.

Strumentazione:
Per tracciare il percorso abbiamo usato il software Autoroute©, la carta stradale della Lombardia e durante il tragitto ci siamo serviti del navigatore satellitare Tom-Tom Rider.
Utility:
File itinerario:  Gallery Foto: Mappa Itinerario:
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